Laboratorio d'improvvisazione radicale / Filippo Monico

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> Laboratorio d'improvvisazione "L'esplorazione dell'occasione"

Al laboratorio possono iscriversi musicisti (di qualunque strumento) e cantanti che vogliano compiere un’esperienza di improvvisazione intesa nel suo senso e nelle sue potenzialità più ampie, e quindi non semplicemente legata a quella del mondo jazzistico. Non è necessario essere musicisti avanzati, ma è sufficiente una conoscenza di base del proprio strumento.

Questo tipo di improvvisazione prevede l'uso di strutture musicali non codificate secondo generi e stili (si lavora soprattutto con materiale "atonale" o comunque libero sotto tutti i parametri musicali), il prevalere di dinamica, timbro, ritmica, l'associazione con il movimento corporeo, l'uso di suggestioni immaginifiche per produrre la musica. Insomma, un'esperienza musicale da vivere con intensità.

 

Per approfondire l’argomento vi suggeriamo l’ascolto e la visione di alcuni filmati:

https://vimeo.com/18781832
https://www.youtube.com/watch?v=uclT9z9AqWg

https://www.youtube.com/watch?v=ow-YPRq-t8A


Ed ecco alcune ulteriori suggestioni in forma di citazioni: 


Da 60 anni mi occupo di improvvisazione”. (Filippo Monico, batterista milanese)

 

“L’esplorazione dell'occasione”. (Peter Riley, poeta americano)

 

“Esteriorizzare la soggettività in un contesto di emancipazione collettiva”. (Alessandro Certini, danzatore toscano)

 

“L’abilità di organizzare istantaneamente suono, silenzio e ritmo utilizzando tutta intera la propria intelligenza creativa”. (Wadada Leo Smith, trombettista americano)

 “...in tutti i suoi ruoli e in tutte le sue apparizioni, l’improvvisazione può essere considerata come la celebrazione dell’attimo....”. (Derek Bailey, chitarrista Inglese)

 

“Non ho riserve da fare sul valore dell’improvvisazione. Per me si è trattato del più importante fattore individuale di liberazione di tutta la mia vita, socialmente, politicamente e musicalmente”. (Tony Oxley, batterista inglese)

“Life is what happens to you while you are busy making plans”. (John Lennon)

 

“In fifteen seconds the difference between composition and improvisation is that in composition you have all the time you want to decide what to say in fifteen seconds, while in improvisation you have fifteen seconds”. (Steve Lacy)

“Sono attratto dall’'improvvisazione per via di qualcosa che, a mio avviso, ha grande importanza. Si tratta di una freschezza, di una qualità particolare, che si può ottenere solo improvvisando; qualcosa che sfugge alla scrittura. Ha qualcosa a che fare con l’idea di “limite. Stare sempre sul confine con l’ignoto, pronti al salto. E quando si parte, dietro ci sono tutti gli anni di preparazione e si è ricchi della propria sensibilità ma è sempre un salto nell’ignoto e ci sono gli strumenti che si sono preparati ma è sempre un salto nell’ignoto. Se con quel salto si trova qualcosa, allora quello ha per me un valore più grande di qualsiasi cosa si possa preparare. Ma rimango legato anche a quello che si può preparare, specie per come ti può condurre sul “limite”, come dicevo prima. Quello che scrivo serve ad arrivare con certezza a quel punto, di modo che sia possibile trovare il resto. In realtà è proprio “il resto” quello che mi interessa veramente e credo che quello costituisca la sostanza del jazz”. (Steve Lacy, dal libro “L’improvvisazione, sua natura e pratica in musica”di Derek Bailey, 1980).

 
Sede didattica: Liceo musicale Tenca, Bastioni di Porta Volta 16 - Milano
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tel349 4395298 (lun-ven 18.30-20.00)   
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